Mais, il trattamento contro la piralide va effettuato
Articolo di Fabio Pelliconi, Massimo Masetti, Giacomo Contarelli - Terra e Vita n.07 / 2005
Le ultime previsioni circa la scelta degli agricoltori in materia di colture primaverili, informano che in provincia di Ravenna la coltura del mais potrebbe subire un discreto calo, stimabile attorno ad un 20-25%.
Queste indicazioni previsionali, ovviamente ancora da confermare, sono supportate non tanto dalla influenza della nuova Pac, ma probabilmente dallo stato d'animo degli imprenditori agricoli non certamente positivo e propenso alla coltivazione del mais.
Infatti, l'annata appena trascorsa, sicuramente ottima dal punto di vista produttivo (in alcune aree della provincia addirittura eccellente), è stata caratterizzata dai noti provvedimenti estivi (peraltro giustificati da obiettivi condivisibili, come la riduzione della presenza di micotossine-aflatossine, sotto i limiti imposti dalla legge), che hanno normato in maniera non ordinaria la raccolta del mais, fissando limiti all'umidità ed alla programmazione della raccolta.
La straordinarietà del regolamento ha comportato in molti casi disagi agli agricoltori, che hanno dovuto rivedere la propria organizzazione aziendale in termini raccolta e consegna.
Quindi gli strascichi della scorsa campagna, unitamente ad un quadro ancora nebuloso sulla possibile conferma dei regolamenti del 2004, stanno sicuramente influenzando le decisioni degli agricoltori che scelgono colture alternative, come il sorgo, la medica, ecc.
Il Consorzio agrario di Ravenna, in qualità di attore principale della filiera maidicola (dalla fornitura del seme e dei mezzi tecnici, alla raccolta, stoccaggio e trasformazione della materia prima nel proprio mangimificio), si appresta a formulare agli agricoltori soci e clienti una proposta di coltivazione traducibile in un contratto in cui gli obiettivi siano comuni.
In questo contesto il progetto di tracciabilità partito nel 2003 per il frumento riguarderà nella prossima campagna 2004-2005 il totale della produzione.
Tramite una convenzione con AgriOK il Consorzio agrario di Ravenna fornirà a tutti i soci e clienti produttori di mais, il servizio del quaderno di campagna, che costituirà il pilastro fondamentale per la rintracciabilità di campo della materia prima stoccata e commercializzata.
Agrotecnica fondamentale.
In questo quadro l'agrotecnica del mais gioca un ruolo fondamentale per l'ottenimento di obiettivi come la massimizzazione della produzione (quantità e qualità), ma soprattutto il contenimento delle micotossine (aflatossine e fumonisine, entro i limiti di legge). In primis la scelta varietale (ibrido, soprattutto la classe), è fondamentale in un sistema maidicolo dove la programmazione della raccolta in un'ottica di umidità più elevata e delle conseguenti operazioni di essiccazione nei centri di stoccaggio consortili, diventano il momento topico di tutta la filiera. Successivamente le varie operazioni consigliate dall'area tecnica, rappresentano, in un quadro di obiettivi comuni, un vero e proprio accordo di filiera tra le parti interessate. In continuità con le annate precedenti, anche nel 2004 l'area ricerca e sviluppo del Consorzio Agrario di Ravenna ha svolto prove sperimentali e dimostrative, allestendo campi vetrina oggetto di visita di numerosi agricoltori. I dati sperimentali evidenziano che nella prova di concimazione fosfatica, la localizzazione di questo elemento anche nel mais, ha effetti positivi, incrementando sia il numero di piante emerse, che la produzione finale di granella. Si conferma che il fosforo influenza positivamente, anche in questa specie, la crescita delle piante nei primi stadi (effetto starter) e la produzione finale.
Successivamente, dalla prova eseguita contro la piralide in seconda generazione, si deduce che anche nella nostra provincia, dove notoriamente il trattamento contro questo fitofago non viene quasi mai effettuato, l'intervento incrementa la produzione di granella, ma soprattutto riduce in maniera decisiva il contenuto di un'altra pericolosa micotossina, quale la fumonisina, oggetto di prossima regolamentazione legislativa. In conclusione si può affermare che soprattutto per quanto riguarda la difesa contro la piralide, l'intervento eseguito è ampiamente ripagato dall'aumento produttivo e soprattutto dalla diminuzione di questa pericolosa micotossina.